La commissione Affari costituzionali della Camera ha dato ieri sera il vi libera alla riforma elettorale voluta dal centrodestra, che approderà in aula domani. L’importante passaggio è stato ottenuto dalla maggioranza ricorrendo alla cosiddetta “tagliola”, che permette il voto finale su un provvedimento anche se non sono stati esaminati tutti gli emendamenti, ma anche grazie all’imperizia tattica o l’adesione tacita del centrosinistra al Melonellum. Infatti le opposizioni hanno consentito al centrodestra di non portare al voto quelle proposte di modifica che lo avrebbero diviso, come le preferenze e il voto dei fuorisede.

In apertura della seduta notturna di mercoledì sera il presidente della commissione Nazario Pagano ha mostrato una tabella. Nei giorni precedenti erano stati votati 126 emendamenti (approvati solo i quattro della maggioranza) e ne restavano ben 290, tra cui una quarantina di accantonati «per approfondimenti» comprendenti i temi divisivi per la maggioranza, come le preferenze (proposte da Azione e Fn), voto ai fuorisede. Visto che la capigruppo aveva confermato l’approdo in Aula per venerdì 26, Pagano ha decretato la “tagliola”: voto del mandato al relatore fissato dopo 24 ore, cioè ieri alle 20.