Riforme Adottato il testo base in Commissione: tempi compressi e criticità irrisolt

La maggioranza ha adottato ieri pomeriggio in commissione Affari costituzionali della Camera il Melonellum bis come testo base per la riforma elettorale, da sottoporre agli emendamenti. Questi dovranno essere presentati entro giovedì prossimo, 11 giugno, a mezzogiorno. L’adozione del testo base è avvenuta tra le contestazioni di tutte le opposizioni, da Avs a Iv, e ad Azione, che hanno rimproverato al centrodestra di non aver tenuto conto dei rilievi espressi dai costituzionalisti nelle audizioni di mercoledì. Alla maggioranza è dunque mancata l’adesione alla propria riforma di qualsiasi forza estranea al proprio perimetro, come era invece accaduta per la riforma della magistratura, che aveva ricevuto il sì di Azione. Un aspetto che avvalora l’accusa al centrodestra di voler cambiare le regole del gioco da solo, per ritagliarsi «una legge su misura», come ha detto Simona Bonafè del Pd.

Che da Palazzo Chigi giunga una sollecitazione ad andare dritti senza esitazioni – al di là del desiderio dei relatori di limare gli elementi più controversi del Melonellum bis – si è capito dopo l’adozione del testo base: la maggioranza ha indicato come termine per gli emendamenti già lunedì prossimo. Dopo una bagarre tutte le opposizioni hanno ottenuto di spostarlo a giovedì. A lavori conclusi i capigruppo delle opposizioni, in una nota congiunta, hanno sottolineato «la compressione dei tempi» del confronto che avviene su «testi definiti fuori dal Parlamento, nei vertici di maggioranza a Palazzo Chigi». Insomma «una situazione inaccettabile, che mortifica il Parlamento e cancella il rispetto delle opposizioni e conferma che dalla maggioranza non c’è alcuna volontà a voler collaborare».