Roma, 4 giu. (askanews) – La maggioranza preme sull’acceleratore per la legge elettorale, tra le proteste delle opposizioni.

La commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato questa mattina l’adozione della proposta Bignami bis presentata da tutto il centrodestra come testo base della riforma elettorale. Tutte le opposizioni – Pd, M5s, Avs, Iv, Azione e Più Europa – hanno votato contro.

La riforma prevede un proporzionale con premio di maggioranza fisso (70 seggi alla Camera e 35 al Senato) da assegnare alla lista o alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei voti. Al di là del risultato ottenuto, è previsto che la coalizione che si aggiudica il premio non superi un tetto massimo di seggi: 220 alla Camera e 113 al Senato. Nell’eventualità in cui nessuno raggiunga la soglia del 42% i seggi vengono distribuiti col proporzionale puro. I parlamentari sono eletti con due tipologie di liste bloccate: quelle presentate a livello di ciascun collegio plurinominale (con massimo sei candidati) e quelle a livello circoscrizionale per l’eventuale attribuzione del premio. Le soglie di sbarramento per l’accesso al riparto dei seggi sono al 10% per le coalizioni di liste e al 3% per le liste singole o coalizzate, salvo il ripescaggio, per ogni coalizione di liste, della prima lista coalizzata rimasta al di sotto di tale soglia. Al Senato, resta la deroga prevista dal sistema vigente per le liste che abbiano superato il 20% in una sola regione. La riforma prevede anche che la coalizione, insieme al programma elettorale, presenti il nome “della persona da indicare come proposta per l’incarico di presidente del Consiglio”, pena l’inammissibilità delle liste.