Roma, 11 giu. (askanews) – La maggioranza tira dritto sulla legge elettorale e, come centrodestra, presenta solo quattro emendamenti in commissione Affari costituzionali della Camera al testo ‘Bignami bis’. Si propone, tra l’altro, l’obbligo della doppia candidatura (nel listino circoscrizionale del premio e nella lista proporzionale), rinviando invece all’aula il tema dell’introduzione delle preferenze.

Dalle opposizioni è invece un ‘muro’ di emendamenti: circa 770 proposte di modifica tra cui, a firma Pd-M5S-Avs-Iv e +Europa, 322 emendamenti unitari soppressivi, compreso quello che punta a cancellare l’obbligo di indicazione del candidato premier.

Una “battaglia comune”, sottolineano la segretaria dem Elly Schlein, il presidente Cinque Stelle Giuseppe Conte, i leader Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, perché “ormai il governo Meloni pensa soltanto a garantire se stesso, dimenticandosi di famiglie e imprese”. L’accusa reiterata: la “destra vuole forzare la mano” perché “teme di perdere le prossime elezioni politiche. È il tentativo di riscrivere le regole del gioco, introducendo meccanismi che allontanano i cittadini dalla scelta dei propri rappresentanti e concentrano ancora più potere nelle mani dei leader di partito”, sottolineano.