Se intesa sulla legge elettorale (un proporzionale con premio di maggioranza) sarà, sarà al fotofinish. Nel centrodestra gli sherpa lavorano pancia a terra per trovare il punto di incontro sulle preferenze, che potrebbe dar vita ad un unico emendamento di maggioranza da portare direttamente in Aula. I tempi sono stretti, e il conto alla rovescia è scattato: la deadline è lunedì 13 luglio, all’ora di pranzo. Allo studio ci sarebbe una rosa limitata di soluzioni che ruotano attorno all’ipotesi del solo capolista o di una piccola quota bloccata e il resto no. Ma, in particolare dentro Lega e FI, sarebbe ancora in corso un confronto interno ai partiti.

Il tema impatterà sulla composizione del prossimo Parlamento quindi non è affatto secondario. Il varo dello Stabilicum o Melonellum è atteso tra giovedì e venerdi. Sulla riforma elettorale la premier ha scommesso molto. Non a caso su input dei vertici di FdI la richiesta pervenuta ai parlamentari è di presenziare in massa alle votazioni, che iniziano martedì alla Camera. La riforma (che assegna a chi supera maggiormente il 42% dei voti un premio di maggioranza del 55/57%) va in Aula con tempi contigentati. Allo stato attuale il governo vorrebbe evitare la fiducia.