La presidente del Consiglio tenta la mossa del cavallo a poche ore dall’avvio del voto sugli emendamenti della sua legge elettorale: certa di avere convinto gli alleati a votare con FdI l‘emendamento sul ripristino delle preferenze, sfodera l’espressione sicura delle grandi occasioni, di quando sente di avere in pugno la situazione e decide di «metterci la faccia».

Gli scricchiolii del campo largo delle ultime ore la incoraggiano a forzare la mano, sfidando l’Aula anche a rinunciare al voto segreto per dimostrare di poter gestire la sua coalizione e per mettere a nudo le divergenze del centrosinistra sulla decantata restituzione della parola agli elettori.

E messa così, la sconfitta appare ancora più dura.

Di certo la più dolorosa della legislatura, anche oltre il referendum sulla giustizia.

Per un solo voto la premier perde la partita.