La crisi dell’auto in Europa si allarga. Era prevedibile? Probabilmente sì ma forse tutto è andato oltre le peggiori previsioni. È il caso del gruppo Volkswagen, alle prese con la più grande e “dolorosa” ristrutturazione della sua storia. Dopo voci che si rincorrevano e annunci di vario genere, ecco finalmente le parole ufficiali del Ceo Oliver Blume che per la verità qualcosa aveva avvistato già a febbraio scorso quando disse: che "la festa che abbiamo celebrato nell'industria automobilistica per decenni è finita nella sua forma attuale". Oggi, invece, il manager in un'intervista interna, pubblicata sull'intranet di Volkswagen, ha affermato, per la prima volta, che senza una modifica dei costi del lavoro si arriverà a circa 50 mila posti di lavoro da tagliare in tutto il mondo entro il 2030. Oltre ai 50 mila esuberi già previsti, nell’ambito del piano precedente. Blume ha anche spiegato che i costi generali del gruppo - amministrazione, infrastrutture e servizi di supporto - restano circa il 20% superiori rispetto a quelli dei principali concorrenti.