Il gruppo Volkswagen torna sotto i riflettori a pochi giorni dalle voci su un presunto rischio di fallimento. A rilanciare nuove ipotesi su una ristrutturazione ben più pesante di quanto finora attuato dai vertici aziendali è ancora Manager Magazin. Questa volta, però, vengono forniti numeri particolarmente rilevanti sulle possibili iniziative di riorganizzazione del colosso tedesco.
Secondo la testata, l’amministratore delegato Oliver Blume starebbe definendo la ristrutturazione più radicale nella storia del gruppo, con 100 mila posti di lavoro a rischio e la chiusura di altri quattro impianti finora esclusi, almeno ufficialmente, dai programmi di efficientamento già in corso.
Attualmente, il gruppo impiega 602.659 persone nel mondo, di cui 284.032 nella sola Germania. Tuttavia, Blume e il direttore finanziario Arno Antlitz hanno già chiarito che le misure di ristrutturazione avviate non sono sufficienti a migliorare la redditività e a rilanciare la sostenibilità economica complessiva. Per questo, ci sarebbe l’obiettivo di tagliare 100 mila posti di lavoro, il doppio rispetto ai 50 mila concordati negli ultimi anni con i sindacati tedeschi e riferiti alla sola Germania.
Inoltre, emergerebbe l’intenzione di chiudere gli stabilimenti Volkswagen di Hannover, Zwickau ed Emden, impianti più volte finiti al centro di indiscrezioni sulla possibile dismissione, nonché la fabbrica Audi di Neckarsulm. I cancelli verrebbero chiusi non nel breve termine, ma solo quando gli attuali modelli in produzione arriveranno alla fine del loro ciclo di vita.











