Volkswagen si prepara al riassetto pi� radicale della sua storia. L'amministratore delegato Oliver Blume ha messo sul tavolo un piano che prevede il taglio di fino a 100.000 posti di lavoro nel mondo nei prossimi anni, pari a circa il 15% della forza lavoro complessiva del gruppo. La notizia � stata anticipata da Manager Magazin e Volkswagen, per ora, non l'ha confermata. Il piano sarebbe stato presentato dallo stesso Blume al consiglio di gestione nei giorni scorsi, prima del passaggio negli organi di controllo.
La cifra rappresenta un netto inasprimento rispetto alla rotta gi� tracciata. A fine 2024 il costruttore aveva concordato con il consiglio di fabbrica la riduzione di circa 50.000 posti entro il 2030, al termine di un braccio di ferro durato mesi con i sindacati. Il nuovo schema, se confermato, raddoppierebbe quel numero, segnando un cambio di passo nella strategia di contenimento dei costi e riaprendo un fronte di tensione che si era appena chiuso.
Sul fronte produttivo, il piano metterebbe a rischio chiusura quattro stabilimenti tedeschi: gli impianti Volkswagen di Hannover, Zwickau ed Emden e la fabbrica del marchio sorella Audi a Neckarsulm. Si tratta di siti che oggi occupano circa 40.000 dipendenti, con una capacit� produttiva nell'ordine dei 750.000 veicoli l'anno. Le chiusure non scatterebbero comunque prima del 2030, una volta esauriti i modelli attualmente in produzione.











