Cimici, zecche, casi di scabbia, fili elettrici scoperti: è il caso ormai noto del carcere di Sollicciano, il cui sequestro preventivo disposto a metà giugno dal Gip di Firenze per violazione delle norme del lavoro (non potendo appellarsi ad altre leggi che tutelino direttamente la salute dei detenuti) è stato confermato anche dal Tribunale del Riesame che venerdì ha respinto il ricorso presentato dal ministero della Giustizia e dal Dap. Ma quante Sollicciano ci sono in Italia? La casa circondariale fiorentina è sicuramente la punta dell’iceberg di un sistema penitenziario il cui collasso si rende maggiormente evidente nei mesi più torridi dell’anno, e in piena crisi climatica, come evidenziato dal Consiglio d’Europa. Ci sono istituti che hanno raggiunto livelli di sovraffollamento disumani, altri nei quali scarseggia tutto, perfino l’acqua.
Analizzando le strutture, si registrano celle di pernottamento e spazi comuni che presentano infiltrazioni, muffe e muri scrostati, soffitti troppo bassi, mancanza di luce, finestre rotte e schermate, mobilio scarso e rovinato, bagni a vista e adiacenti alla zona “cucina”, docce comuni e numericamente non adeguate. Spesso, ancora più deteriorate sono le sezioni di transito o quelle dedicate all’isolamento disciplinare, come riportano l’associazione Antigone, i Radicali italiani, i Garanti territoriali e decine di associazioni che in questi giorni hanno intensificato le visite negli istituti. In alcuni casi perfino i reparti di infermeria appaiono particolarmente degradati, ma d’altronde più volte il Consiglio d’Europa e la Cedu hanno richiamato l’Italia per la mancanza di attenzioni alla salute, specialmente quella mentale, dei reclusi.













