Sporcizia, celle invivibili, infiltrazioni d’acqua, impianti elettrici non sicuri. Sono solo una parte dei problemi per i quali la procura di Firenze ha chiesto di mettere i sigilli a una parte consistente del carcere di Sollicciano, uno dei peggiori d’Italia per le condizioni di detenzione. Con una decisione senza precedenti, il giudice per le indagini preliminari ha posto sotto sequestro sei sezioni del reparto maschile e l’intera zona di accoglienza. Per i detenuti presenti in quelle aree - circa 250 secondo i dati forniti a HuffPost dai sindacati di Polizia penitenziaria - è stato disposto il trasferimento in tempi brevi. Alcuni di loro, apprendiamo da fonti qualificate, sono già stati trasferiti. Dove? Ancora non è noto. Ma molti di loro probabilmente andranno fuori regione. “Le carceri toscane - evidenzia Eleuterio Grieco della UIL funzione pubblica polizia penitenziaria - sono tutte ormai sovraffollate. Anche istituti piccoli, come quello di Gorgona e di Porto Azzurro, sono pieni. Ogni mese nel sistema carcerario toscano contiamo 350 detenuti in sovraffollamento”.
Con il sequestro, la magistratura dà seguito alle denunce dei detenuti, che lamentano una situazione invivibile nel carcere di Sollicciano, e alle istanze di chi in quel carcere lavora. La storia di alcuni reclusi è finita anche alla Corte costituzionale, che si pronuncerà a settembre. In quell’occasione, la Consulta dovrà dire se è possibile rinviare o sospendere la pena quando in carcere si subiscono condizioni inumane e degradanti.










