Un provvedimento senza precedenti nella storia recente d’Italia: la Gip di Firenze ha posto sotto sequestro più della metà delle sezioni del carcere di Sollicciano per le pessime «condizioni igienico sanitarie delle celle di detenzione e di alcuni spazi comuni», ipotizzando violazioni delle norme sul lavoro e disponendo il trasferimento immediato dei quasi 250 detenuti che vivono in quelle condizioni disperate e che ora dovranno essere sparpagliati in fretta e furia in altri istituti. Non era mai accaduto prima, nel nostro Paese, e l’intervento apre la strada alla risoluzione giudiziaria dei problemi strutturali che affliggono tutto il sistema penitenziario italiano nell’inerzia del ministero di Giustizia.
DOPO I NUMEROSI «ricorsi presentati ai magistrati di sorveglianza da vari detenuti» e in seguito alle «approfondite indagini» svolte dagli inquirenti, su richiesta della procuratrice capo di Firenze Rosa Volpe, la gip Agnese Di Girolamo ha emesso ieri un decreto di sequestro preventivo delle sezioni 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile e delle sezioni 9, 10 e 12 del reparto penale maschile nonché della sezione «Accoglienza». Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria non ha agito per tempo, limitandosi ad effettuare «ristrutturazioni di singoli reparti detentivi», come ha spiegato in una nota, e ieri, preso alla sprovvista, ha tentato una giustificazione annunciando di aver proceduto il 15 maggio scorso ad aggiudicare la «progettazione dei lavori per la completa riqualificazione dell’istituto», già finanziata con «la somma di 9 milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di bilancio 2025». «Lavori programmati», ha precisato il Dap, in virtù dei quali «si è previsto un trasferimento di detenuti» in altri Istituti penitenziari «dove sono presenti sezioni o reparti di recente ristrutturazione, che consentono, ad oggi, di ospitare nuovi ingressi». E non sarà facile trovarli.










