Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

6 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:10

Il carcere di Sollicciano (Firenze) finisce davanti alla Corte costituzionale. Il Tribunale di sorveglianza di Firenze ha deciso di sollevare una questione di legittimità costituzionale dopo aver accolto il ricorso presentato dagli avvocati di un detenuto, denunciando le condizioni di “degrado strutturale” dell’istituto penitenziario fiorentino e l’“oggettiva inadempienza” del ministero della Giustizia rispetto alle richieste di intervento avanzate nei mesi scorsi. Poco più di due anni, per esempio, a un detenuto fu concesso uno sconto di 10 mesi sulla pena per le condizioni sopportate in carcere. Una decisione che innescò una lunga serie di ricorsi.

Al centro della questione c’è la possibilità di rinviare l’esecuzione della pena quando la detenzione avviene “in condizioni contrarie al senso di umanità”. Una misura che oggi la legge consente solo in casi tassativi, in particolare per gravi condizioni di salute. Il Tribunale chiede invece alla Consulta di valutare se il rinvio possa essere applicato anche quando il detenuto è costretto a scontare la pena in condizioni ritenute inumane o degradanti. La vicenda prende le mosse da una decisione dello scorso 4 novembre. In quell’occasione il Tribunale di sorveglianza aveva respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata da un detenuto condannato a 22 anni di reclusione. Contestualmente però aveva imposto al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, e quindi al ministero della Giustizia, un termine di 80 giorni per intervenire su alcune gravi criticità denunciate nel ricorso.