Dentro Sollicciano la temperatura è alta, in tutti i sensi. È il riassunto della visita ispettiva di ieri all’interno del penitenziario fiorentino, promossa su iniziativa dell’associazione Alleanza per l’Articolo 27, d’intesa con il Garante regionale. "Fa molto caldo, e i detenuti sono reclusi in condizioni disumane", spiegano i membri della delegazione. Tra i presenti, fra gli altri, i consiglieri regionali Lorenzo Falchi (Avs) e Luca Rossi Romanelli (M5s), l’ex garante regionale dei detenuti Franco Corleone, il garante attuale, Giuseppe Fanfani, padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, e la presidente dell’associazione Pantagruel, Fatima Zohra Ben Hijji.
Il carcere è tornato agli onori delle cronache dopo il sequestro preventivo di sette sezioni detentive disposto dalla magistratura nelle scorse settimane. L’inchiesta della procura di Firenze ipotizza nello specifico reati legati alla violazione delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il sopralluogo di ieri è stata l’ennesima occasione per sottolineare l’emergenza (più allarmanete con la stagione estiva) in corso all’interno delle celle e degli spazi della casa circondariale . "Tutte le volte che si entra in carcere e si vedono le celle dal di dentro prende il mal di stomaco per la difficoltà di ciascuno di noi nell’accettare una situazione così degradata e umiliante – ha affermato Fanfani, garante dei diritti dei detenuti della Toscana –. La struttura di Sollicciano è una struttura per molti aspetti inadeguata, tant’è che il tribunale di Firenze ha ritenuto di confermare il provvedimento che sequestrava due sezioni".










