Seveso (Monza e Brianza), 10 luglio 2026 – La fotografia del suo volto massacrato dalla cloracne è diventata il simbolo dei bambini di Seveso. A 50 anni dal disastro della diossina, Stefania Senno convive con una ferita ancora aperta, nel corpo e nell’anima. Nonostante la scelta della sua famiglia di rifugiarsi in Veneto nel tentativo di cominciare una vita nuova e nonostante quattro interventi chirurgici al viso, il dolore è ancora lì. Cristallizzato nel ricordo della nube tossica.

Il sindaco Rocca di Seveso nel 1977, con la famiglia Senno e la piccola Stefania

Stefania, lei il 10 luglio del 1976 aveva solo due anni. Che cosa accadde quel giorno?

“Abitavamo a Seveso, in linea d’aria la mia casa era molto vicina all’Icmesa. Io e mia sorella eravamo a giocare sul balcone. Aspettavamo che il papà tornasse dal lavoro, quando mia madre si è accorta del cattivo odore nell’aria era troppo tardi”.

La cloracne è arrivata in poche settimane, e con questa la paura di un veleno sconosciuto. Come l’avete affrontata?