Il 10 luglio 1976 il guasto a un reattore dello stabilimento chimico Icmesa, situato a Meda nella provincia di Monza e della Brianza in Lombardia, liberò nell’atmosfera una nube di tccd, una delle diossine più tossiche conosciute. La nube contaminò vari comuni della zona, colpendo soprattutto Seveso. Migliaia di animali morirono o furono abbattuti, 193 persone svilupparono la cloracne (una grave malattia della pelle causata dalla diossina), circa ottocento furono costrette a lasciare la loro casa e più di 220mila furono sottoposte a controlli sanitari. Il ritardo con cui l’azienda e le autorità comunicarono la gravità dell’incidente contribuì ad alimentare paura e sfiducia, lasciando fratture e incertezze.
A quasi cinquant’anni di distanza, il fotografo Mattia Marzorati ha partecipato a Sottobosco, un progetto nato per riflettere su quella vicenda e sul modo in cui è stata raccontata, ricordata e interpretata nel tempo. Il lavoro accompagna la nascita del Museo Bosco delle querce, uno spazio permanente dedicato alla memoria del disastro, promosso dal Comune di Seveso con il contributo della regione Lombardia e realizzato dallo studio creativo Sfelab, specializzato in allestimenti museali.












