“U

n sibilo fortissimo, simile a una pentola a pressione gigante”. L’incidente di Seveso si annuncia così nel racconto di un residente, Alberto Colombo, che quel 10 luglio del 1976 ha 15 anni. Intervistato in un episodio del giugno 2021 di Ossi di Seppia, ha ricostruito quanto accaduto quella calda mattina a Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio. Sono le 12 e 37, è sabato. Visto che non siamo in un giorno feriale, è impossibile valutare precisamente quanto questo particolare abbia attenuato gli effetti di quella che oggi è nota come la Chernobyl d’Italia. L’ICMESA è una fabbrica di Meda, un comune in provincia di Monza e Brianza (all’epoca provincia di Milano). Le residenti e i residenti del territorio la chiamano “la fabbrica dei profumi”, a causa delle emissioni odorigene della sua produzione. All’ICMESA, infatti, si fa il triclorofenolo, una sostanza utilizzata come base per la produzione di diserbanti e cosmetici.

Quella mattina la temperatura interna del reattore A101 nel reparto B dello stabilimento sale improvvisamente e raggiunge i 250°C. La causa è un’avaria nel sistema di controllo che innesca una reazione esotermica incontrollata (un cosiddetto runaway) proprio durante la fase di idrolisi alcalina del tetraclorobenzene, il processo necessario per ottenere il triclorofenato di sodio. Il calore genera una sovrapressione anomala: quando la spinta interna raggiunge le 4 atmosfere, il disco di rottura della valvola di sicurezza cede di schianto. Dopo due o tre giorni gli animali nelle zone attorno alla fabbrica cominciano a morire. Il sindaco di Seveso si trova costretto a chiedere alla popolazione di non mangiare i prodotti dell’orto. Si libera una nube bassa e giallastra, profuma vagamente di cloro o di sapone. Contiene 3.000 chili di sostanze tossiche: soda caustica, glicol etilenico ma, soprattutto, una quantità mai esattamente determinata, stimata tra pochi ettogrammi e circa 30 kg, di diossina TCDD. La TCDD (2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina) è un composto organico policiclico aromatico e alogenato. La sua struttura molecolare è formata da due anelli benzenici uniti tra loro da un anello centrale con due atomi di ossigeno (un nucleo dibenzo-p-diossina), in cui quattro atomi di idrogeno sono stati sostituiti da altrettanti atomi di cloro. È un sottoprodotto involontario delle produzioni chimiche, molto tossico, uno dei più stabili e persistenti mai prodotti dall’uomo.