Uno stabilimento su tre fra i principali costruttori europei lavora al 50% della capacit� o meno, e per Bloomberg Intelligence sotto quella soglia la redditivit� diventa improbabile. La fotografia, basata sui dati di Just Auto e ripresa da Bloomberg News, mette sotto pressione Volkswagen, Stellantis, Mercedes-Benz, Renault e BMW, con impianti grandi e piccoli che pagano domanda debole e transizione elettrica pi� lenta del previsto.
La mappa della sovracapacit�
L'infografica allegata mostra una geografia industriale molto irregolare. In Germania, Francia, Italia e Spagna compaiono sia fabbriche vicine al pieno carico sia siti che restano ben sotto la soglia necessaria per giustificarne l'operativit�, con colori e dimensioni dei cerchi che indicano il rapporto tra capacit� nominale e utilizzo effettivo.
Tra i casi segnalati ci sono Wolfsburg, uno degli stabilimenti pi� grandi al mondo, Osnabr�ck, fabbrica pi� piccola oggi meno sollecitata dopo aver assorbito capacit� da altri siti, Douai, dove Renault ha riconvertito la produzione verso i veicoli elettrici, e Mirafiori, indicata con un output in calo del 63% nella prima met� del 2024 per la domanda tiepida della Fiat 500 elettrica.
Il punto non � soltanto la debolezza delle vendite. Bloomberg collega il problema anche alla struttura stessa degli impianti europei, spesso dimensionati per volumi molto pi� alti di quelli attuali, con costi fissi pesanti e margini compressi quando la linea non gira abbastanza.












