<p>La crisi dell'auto europea rischia di entrare in una nuova fase, quella della chiusura strutturale degli impianti.

Secondo uno studio della società di consulenza Boston Consulting Group (Bcg), anticipato dal quotidiano tedesco Handelsblatt, il continente dispone al momento di una sovraccapacità produttiva pari a circa 5,4 milioni di veicoli, l'equivalente della capacità di oltre 35 stabilimenti.

Considerando che in Europa sono presenti circa 90 fabbriche automobilistiche, significa che quasi un impianto su tre risulta in eccesso rispetto alla domanda.</p><p>L'analisi, elaborata sulla base dei dati S&P relativi al 2025, mostra come gli stabilimenti europei lavorino mediamente con un tasso di utilizzo del 59%, molto lontano dall'80% considerato ottimale per garantire la redditività industriale.</p><p>Secondo Albert Waas, senior partner di Bcg specializzato nel settore automotive, le chiusure saranno inevitabili: nei prossimi tre-cinque anni il numero di stabilimenti destinati a cessare l'attività potrebbe crescere rapidamente e circa una dozzina di siti europei sarebbe già oggi considerata altamente vulnerabile.</p><p>Lo studio arriva mentre gran parte dei costruttori europei è impegnata in una profonda riorganizzazione industriale.