Fanpage.it pubblica l’intervento di Antonio Nicita, senatore del Pd e membro della Commissione di vigilanza RAI che, insieme ai colleghi di opposizione, ha rassegnato le dimissioni. Per il futuro della televisione pubblica in Italia c’è una norma fondamentale che ha già tracciato la rotta: l’EMFA, il nuovo regolamento europeo sulla libertà dei media. “Quello che l’Italia vedrà nello specchio dell’EMFA dipende, ora, soltanto da noi”.

In questi giorni, il dibattito politico in Italia, con le dimissioni di tutti i membri della Commissione parlamentare di vigilanza RAI e il ritardo della discussione in Commissione in Senato sulla riforma RAI, ha messo al centro il regolamento europeo sulla libertà dei media, che contiene anche una parte che riguarda il servizio pubblico. Ma di che cosa parla questo regolamento?

Quando, tra qualche decennio, gli storici del diritto europeo ricostruiranno il momento in cui l'Unione ha smesso di considerare la libertà dei media una questione puramente nazionale, indicheranno con ogni probabilità una data precisa: l'11 aprile 2024, il giorno in cui è stato adottato il regolamento 2024/1083, l'European Media Freedom Act, entrato in vigore l'8 agosto 2025. Non è una direttiva – che avrebbe lasciato agli Stati membri tempi e modi del recepimento – ma un regolamento, cioè una fonte direttamente applicabile in tutta l'Unione, vincolante in ogni sua parte, invocabile davanti ai giudici nazionali senza bisogno di alcuna legge di attuazione. Per la prima volta nella storia dell'integrazione europea, l'indipendenza e il pluralismo dell'informazione cessano di essere princìpi affidati alla buona volontà dei governi e diventano obblighi giuridici presidiati dalla Commissione, dalla Corte di giustizia e da un nuovo organismo, il Comitato europeo per i servizi di media, che riunisce le autorità nazionali di regolazione in un collegio indipendente.