La Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, l’organismo che dovrebbe garantire l’indipendenza e il pluralismo del servizio pubblico, è di fatto azzerata. Nel giro di poche ore si sono dimessi prima tutti i sedici componenti dell’opposizione e poi, in risposta, anche quelli della maggioranza. È l’epilogo di uno stallo politico che va avanti da quasi due anni e che ha impedito alla commissione di svolgere una delle sue funzioni principali: ratificare la nomina del presidente della Rai e vigilare sull’attività dell’azienda.
Le opposizioni, scrive Repubblica, hanno motivato le dimissioni accusando il centrodestra di aver paralizzato deliberatamente i lavori della commissione. La presidente Barbara Floridia (del Movimento 5 stelle), dimettendosi, ha spiegato di aver preso una decisione «sofferta ma necessaria», perché «restare e denunciare non è servito», e di voler dare «un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni».
La maggioranza ha respinto le accuse e ha annunciato a sua volta le dimissioni. In una nota, i commissari del centrodestra hanno sostenuto che la commissione sarebbe stata «occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra», accusando le opposizioni di aver sfruttato «cinicamente» la norma che impone una maggioranza dei due terzi per eleggere il presidente della Rai.










