La decisione arriva quando mancano ventiquattr’ore dalla presentazione dei palinsesti Rai, prevista per oggi ad Ancona: tutti i membri d’opposizione della commissione di vigilanza hanno deciso di dimettersi, certificando la definitiva estinzione dell’organismo che avrebbe dovuto, in questi quattro anni di legislatura, controllare e monitorare il servizio pubblico radiotelevisivo e le piattaforme digitali ad esso collegato. La scelta, si apprende, era in gestazione da tempo. Perché era chiaro che i lavori della vigilanza, dopo il fallimento della destra nella votazione alla presidenza della consigliera Simona Agnes, erano impediti dalla stessa maggioranza. Il blocco dei lavori di un organismo di garanzia appare una volta di più, in tempi di all in sulla legge elettorale, come emblema dell’allergia della destra ai pesi e contrappesi costituzionali.

C’È VOLUTO un po’ di tempo, da quanto trapela, a convincere la componente pentastellata al passo indietro. Cosa non facile anche perché il Movimento 5 Stelle esprimeva la presidenza della commissione: Barbara Floridia si è trovata nella scomoda posizione della mediatrice. «Non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa – denuncia Floridia spiegando la sua scelta in una lettera aperta – E io con esso. Non ha più alcun senso presiedere una commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone».