<p>Dimissioni di massa dalla <strong>commissione di Vigilanza sulla Rai</strong>.
Tutto è iniziato con le dimissioni della senatrice M5S, <strong>Barbara Floridia</strong>, e di tutti i commissari delle<strong> opposizioni</strong> dall'organismo bicamerale.
Poi è arrivato l’addio anche dei componenti di centrodestra.
Questo l'epilogo di una paralisi in cui la Vigilanza versa da oltre un anno, per via di uno stallo politico che blocca i lavori della commissione. </p> <p> </p> <p>L’ormai ex presidente Floridia ha spiegato la sua scelta in una nota, citando come ragioni «il<strong> boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza </strong>e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre».
Floridia chiama in causa anche il rischio d’infrazione per il mancato recepimento del Media Freedom Act europeo. </p> <ul> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/riforma-rai-salta-l-audizione-di-giorgetti-dal-nuovo-cda-alla-stretta-sugli-influencer-cosa-prevede-il-202605261420414182" target="_blank">Riforma Rai, salta l’audizione di Giorgetti: dal nuovo cda alla stretta sugli influencer, cosa prevede il testo</a></em></li> </ul> <p>Una mossa dell’opposizione a cui non è tardata una risposta della <strong>maggioranza</strong>.











