Parlamento 02 luglio 2026 In poche ore si sono dimessi prima i parlamentari di opposizione e poi quelli di maggioranza. Il motivo riguarda lo stallo sulla nuova presidente RAI ANSA Nella giornata di giovedì 2 luglio tutti i parlamentari che compongono la Commissione di vigilanza RAI, compresa la presidente Barbara Floridia (Movimento 5 Stelle) hanno lasciato il loro incarico.
Nella mattinata si erano dimessi per primi i parlamentari delle opposizioni insieme a Floridia. Nel pomeriggio, in risposta alle dimissioni delle opposizioni, si sono dimessi tutti i parlamentari di centrodestra che compongono la commissione, lasciando per la prima volta nella storia la Commissione di vigilanza RAI senza nessun componente e di fatto inattiva.
La Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, nota come Commissione di vigilanza RAI, è un organo bicamerale formato da 42 parlamentari (21 deputati e 21 senatori), e ha diversi compiti, tra cui confermare il presidente del Consiglio di amministrazione della RAI ed esercitare funzioni di controllo sul servizio pubblico radiotelevisivo. Le sue attività però sono quasi del tutto bloccate da oltre un anno e mezzo. Alla base dello stallo c’è la conferma mai avvenuta finora della nomina del nuovo presidente della RAI. La lettera delle opposizioni In una lettera al presidente della Camera Lorenzo Fontana e al presidente del Senato Ignazio La Russa, i parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva hanno giustificato la scelta di dimettersi alla luce del «punto di non ritorno in cui si trova oggi la Commissione parlamentare». «La perdurante paralisi delle attività dovuta a ragioni tutte interne alle forze politico parlamentari della maggioranza, ha di fatto svilito il ruolo della Commissione e inferto un ulteriore durissimo colpo all’azienda RAI. Paralisi dovuta ad un atto di arroganza della stessa maggioranza con l’indicazione di un presidente a dispetto del quadro normativo e di ogni forma di buonsenso. Una forzatura che ha innescato il “sequestro politico” della Commissione impendendone il normale funzionamento», si legge nella lettera firmata dai deputati e dai senatori di opposizione.










