Scontro aperto sulla Rai alla vigilia dell'entrata in vigore dell'European Media Freedom Act, la normativa europea che tutela l'indipendenza e il pluralismo dell'informazione.
I parlamentari del centrosinistra, insieme alle associazioni che si battono per il rispetto della libertà di stampa, accusano il governo di voler occupare la tv pubblica e sottolineano che così facendo porterà l'Italia sotto procedura di infrazione europea, scaricando sui cittadini una sorta di "Telemeloni Tax". "Solo bugie", assicura il centrodestra unito, sostenendo che, alla luce di verifiche dirette svolte a Bruxelles, la procedura non ci sarà, perché "non ci sono i presupposti".
Al centro della disputa la proposta di riforma messa a punto dal centrodestra in commissione Lavori Pubblici al Senato, destinata - secondo il disegno della maggioranza - a proseguire il suo iter a Palazzo Madama già alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva con l'obiettivo di essere approvata entro fine anno. Il testo contiene lo svincolo dal governo della nomina del cda della Rai con l'elezione di sei membri, oltre al rappresentante dei dipendenti, da parte del Parlamento. Il voto potrà avvenire con la maggioranza assoluta dal terzo scrutinio in poi, anche per la ratifica del presidente. Tra gli altri punti un taglio massimo al canone, in casi eccezionali, non superiore al 5% rispetto all'importo dell'anno precedente.










