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30 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 18:49

Dopo mesi di attese e rimpalli, la maggioranza ha presentato il testo base per la riforma della Rai che, a partire dall’8 agosto agosto, dovrà adeguarsi alla legge Ue del Media Freedom Act. In particolare, è necessario che gli organi di governance siano eletti con procedure trasparenti, quindi lontano dalle logiche politiche. Eppure la proposta partorita dal centrodestra è quella di affidare l’elezione del Cda al Parlamento: “Tre membri eletti dalla Camera, tre dal Senato, in modo da avere una nomina con maggioranza più ampia possibile come vuole l’Emfa”, ha spiegato il senatore Fi Roberto Rosso in conferenza stampa. Sei esponenti di nomina politica quindi, a cui si aggiungerà il membro designato dall’assemblea dei dipendenti. Non proprio il cambiamento richiesto dal regolamento Ue, visto che l’unica differenza sarebbe quella di far saltare la nomina di due membri da parte del governo che sarebbero invece eletti dalle Camere. Per tutelare la trasparenza, la maggioranza ha previsto che “ogni sei mesi la Rai dovrà fare due report alla Commissione di Vigilanza: il primo riguardante l’uso delle risorse che provengono dallo Stato e l’altro per l’uso delle risorse che provengono dal sistema pubblicitario”. Il testo, che sarà emendabile da settembre, “punta a favorire la trasformazione della Rai in una digital media company, stando attenti anche alla certezza delle risorse”, ha detto la senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini.