Lo svincolo dal governo della nomina del cda della Rai con l'elezione di sei membri da parte del Parlamento e il nodo delle modalità di voto, con la maggioranza assoluta dal terzo scrutinio in poi, anche per la ratifica del presidente.

Sono fra i punti cardine - e già motivo di scontro politico - del testo base di riforma della Rai presentato dalla maggioranza e nato dal lavoro del comitato ristretto per unificare le 11 proposte depositate per l'adeguamento delle norme italiane all'European Media Freedom Act.

Una proposta, per la quale il centrodestra punta ad andare in aula al Senato già tra settembre e ottobre, illustrata proprio nel giorno in cui il presidente Mattarella, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale, stigmatizza lo stallo di mesi in Vigilanza sulla presidenza, con il nome di Simona Agnes ostaggio dei veti incrociati tra maggioranza e opposizione. Una situazione definita dal Colle "sconfortante. La libertà vive del funzionamento delle istituzioni, non della loro paralisi".

L'altolà del capo dello Stato viene rilanciato dalla presidente della Vigilanza, Barbara Floridia, convinta che seguire l'appello di Mattarella significhi "rafforzare la nostra democrazia e tutelare il servizio pubblico". Con l'ingorgo dei lavori parlamentari, comunque, è difficile immaginare che - dopo nove fumate nere - la bicamerale possa tornare a riunirsi per il voto sul presidente prima di settembre.