<p>Oggi vedremo gli <a href="https://www.milanofinanza.it/news/rai-dimissioni-in-massa-dalla-commissione-di-vigilanza-202607021817492214" target="_blank"><strong>sviluppi del caso Rai</strong></a>, se i presidenti di Camera e Senato chiederanno ai dimissionari nuove designazioni per la Commissione di Vigilanza, con la minoranza che già ha anticipato una risposta negativa, mentre giudica<strong> inadeguata</strong> la <strong>riforma dell’emittente pubblica</strong> proposta dalla maggioranza, e in discussione al Senato, con una normativa che dovrebbe dare attuazione all’<strong>europeo Media Freedom Act</strong>. </p> <p>L’<strong>indipendenza della governance della Rai</strong> e la fissazione di rigorosi criteri per le candidature di alle cariche societarie costituiscono gli aspetti cruciali della riforma fin qui non adeguatamente affrontati. È, questa, l’area nella quale si afferma e prospera la lottizzazione partitica.

Resta il fatto che si pensa comunque di <strong>attuare una mini-riforma</strong>, una specie di manutenzione istituzionale, piuttosto che una sostanziale rivisitazione che, invece, si imporrebbe.

Si dovrebbe, allora, ritornare all’ipotesi dell’istituzione di una <strong>Fondazione</strong> al vertice della piramide che nominerebbe il consiglio di amministrazione. </p> <p> </p> <h2><strong>Il modello della Fondazione</strong></h2> <p>Quis custodiet Ipsos custodes?