Il nuovo scisma dei lefebvriani ha riportato l’attenzione sulla lingua dei riti cattolici, sul latino, come nella tradizione, o nelle lingue nazionali, come dopo il Concilio Vaticano II.
La messa dei tradizionalisti (scismatici e no) viene celebrata in latino e secondo il messale stabilito in seguito al Concilio di Trento. In quel concilio la questione delle lingue era stata uno dei grandi temi di discussione e aveva diviso i vescovi tra gli spagnoli e i curiali, fautori della conservazione del latino, lingua ormai ritenuta sacra (anche se solo perché era quella della traduzione della Bibbia fatta da san Gerolamo), e i tedeschi, con in testa il cardinal Madruzzo di Trento, invece favorevoli a innovare aprendo alle lingue nazionali.















