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Gian Guido Vecchi

Il duro giudizio dello storico segretario di papa Ratzinger: «Lui tese la mano, non l'hanno accettata. È orribile… La loro comprensione della tradizione non è tradizione»

«Ricordo che Benedetto XVI, tante volte, mi ha detto: proprio sull’altare, dove c’è il centro della nostra fede, non c’è unione, non c’è pace. Dobbiamo fare di tutto per ritrovarla…». L’arcivescovo Georg Gänswein, per vent’anni segretario particolare di Joseph Ratzinger e ora nunzio apostolico nei Paesi Baltici, sta partendo da Vilnius per partecipare a una processione mariana in Lituania e ha seguito il secondo atto dello scisma lefebvriano a distanza. Ha vissuto accanto a Benedetto i giorni nei quali il Papa teologo tentò invano una riconciliazione, nel 2009, «ma adesso si vede che sono ancora più duri e accaniti, incredibile, è veramente brutto».

A Écône è stato letto solennemente un testo che diceva, tra l’altro: «Dal Secondo Concilio Vaticano fino ai giorni nostri, le autorità della Chiesa sono state animate da uno spirito contrario alla fede e hanno agito contro la santa Tradizione…».«È orribile… La loro comprensione della tradizione non è tradizione. Piuttosto, cementano la tradizione cattolica fino a Pio XII. Dopodiché per loro tutto è finito, basta, da quel momento non ci sono stati che errori».