L'attacco di don Davide Pagliarani al Pontefice durante l'omelia. Ordinati quattro vescovi contro la volontà del Vaticano. La rivendicazione degli ultraconservatori cattolici: «Pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa»

Ad Econe, in Svizzera, la Fraternità San Pio X è andata avanti senza tenere conto dell’appello lanciato da Leone XIV. Nel tendone allestito accanto al seminario sono stati consacrati quattro sacerdoti, lo svizzero Pascal Schreiber, lo statunitense Michael Goldade e i francesi Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier, come racconta Repubblica. A officiare sono stati gli unici due vescovi ancora vivi tra quelli ordinati nel 1988, Alfonso de Galarreta come celebrante e Bernard Fellay come co-consacrante. Prima della messa, don Pagliarani ha fatto leggere un testo in cui parla di «circostanza del tutto eccezionale» dovuta al fatto che, a suo dire, le autorità della Chiesa dal Concilio Vaticano II in poi mostrerebbero «un atteggiamento contrario alla fede». Il documento si chiude senza ambiguità: «Riteniamo che eventuali pene o censure contro questo atto non abbiano nessun valore».

Non è la prima volta che succede. Il 30 giugno 1988, esattamente 38 anni fa, Marcel Lefebvre consacrò altrettanti vescovi senza l’ok di Giovanni Paolo II, tra questi proprio Fellay, Tissier de Mallerais, Williamson e lo stesso de Galarreta. La Santa Sede rispose colpendo con la scomunica Lefebvre, il co-consacrante Antonio de Castro Mayer e i quattro neo vescovi. Giovanni Paolo II definì quel gesto «un atto di disobbedienza» e lo bollò come «atto scismatico», ricorda l’ANSA.