Consacrati quattro vescovi, come 38 anni fa. Resta inascoltato l'appello del Pontefice Immediata e automatica: ecco la scomunica che ufficializza la rottura col Vaticano
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Oggi come 38 anni fa. A niente è servito l'appello di Leone a fermarsi e a tornare sui propri passi. A Econe, in Svizzera, si è consumato lo scisma tra i lefebvriani e la chiesa cattolica. Con una celebrazione in rito antico e latino, alla presenza di 20mila fedeli (secondo gli organizzatori) e trasmessa in diretta via social in sei lingue (francese, inglese, tedesco, spagnolo, italiano, polacco), la fraternità sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro nuovi vescovi senza il mandato pontificio, provocando lo scisma. Immediata (e automatica) la scomunica latae sententiae che di fatto ufficializza la rottura tra i seguaci di Marcel Lefebvre e il Vaticano.A nulla è valso l'appello di due giorni fa di Papa Leone per evitare la frattura, a "non lacerare la Tunica inconsuntile di Cristo", "peccato di estrema gravità". I lefebvriani sono andati avanti sulla propria strada, esattamente come nel 1988 quando il fondatore, l'arcivescovo francese Marcel Lefebvre ordinò quattro vescovi della Fraternità, dando vita al primo scisma.A presiedere la consacrazione è stato monsignor Alfonso de Galarreta, vescovo consacrante, coadiuvato da monsignor Bernard Fellay, mentre il Superiore Generale della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, nell'omelia ha parlato dello "stato di necessità" delle ordinazioni, cardine dell'intera costruzione canonica della Fraternità."Veniamo accusati di non amare il Papa, di non rispettarlo. Ma è proprio perché amiamo il Papa come vicario di Cristo e Capo della Chiesa - ha sottolineato - che non vogliamo più vedere il Papa umiliato e messo sullo stesso piano dei falsi profeti".E ancora, l'attacco più grande: "Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa. Noi vogliamo servire la Chiesa come una madre in difficoltà che soffre, a volte tradita, una madre che ha bisogno e che merita di essere aiutata". Pagliarani ha invitato a "comprendere queste consacrazioni", "evento storico, spartiacque nel quale è impossibile restare indifferente". "C'è un dilemma - ha sottolineato - la fede integrale o la separazione dalla Chiesa. Ma noi non dobbiamo entrare in questo dilemma perché non possiamo scegliere tra la fede e la Chiesa. E questo non è una opinione, una sensibilità, una opzione ma necessità".Il gesto dell'imposizione del Vangelo e delle mani sui futuri vescovi, la formula "Accipe Spiritum Sanctum" (Ricevi lo Spirito Santo) e la pronuncia della prefazio consacratorio che magnifica il sacerdozio del Nuovo Testamento in confronto a quello dell'Antico, decretano l'ordinazione episcopale di Pascal Schreiber (Svizzera, 53 anni), Michael Goldade (Stati Uniti, 46 anni), Michel Poinsinet de Sivry (Francia, 42 anni) e Marc Hanappier (Francia, 36 anni).I canti, il rito antico, la gestualità. Dai guanti rossi indossati dai consacranti a quelli bianchi per i nuovi vescovi. Così come bianche le scarpe, fino al gesto del bendaggio di fronte e mani per i quattro nuovi vescovi nel momento di ricevere l'olio.










