I lefebvriani hanno mantenuto il punto. Ad Econe, in Svizzera, sono stati consacrati quattro nuovi vescovi, senza avere recepito l’appello del Papa a fermarsi. Questo atto comporta la scomunica automatica e conseguentemente lo scisma dalla Chiesa cattolica. La comunicazione formale del Vaticano potrebbe esserci già in giornata o comunque nel giro di qualche giorno. Il primo atto della consacrazione vera e propria è stata l’imposizione delle mani sul capo dei nuovi vescovi da parte del celebrante, mons. Alfonso de Galarreta, e da mons. Bernard Fellay, co-consacrante. Seguiranno altri gesti liturgici.
«Siamo accusati di non amare il Papa, siamo accusati di non rispettarlo ma proprio perché amiamo il Papa come Vicario di Cristo» noi «non vogliamo più vedere il Papa umiliato, messo sullo stesso piano dai falsi pastori», ha detto il Superiore della Fraternità San Pio X del cristianesimo lefebvriano, don Davide Pagliarani, nell’omelia della messa.
«Quante volte abbiamo visto il Papa in questa situazione. Proprio perché amiamo il Vicario di Cristo non vogliamo questa umiliazione che ricade su tutta la Chiesa, messa sullo stesso piano delle false religioni», ha aggiunto il capo dei Lefebvriani.










