di
Paolo Centofanti
Partia la missione Swift Boost, che vedrà la sonda robotizzata LINK di Katalyst Space cercare di agganciarsi al telescopio spaziale Swift e di riportarlo su un’orbita più alta per salvarlo dalla distruzione in atmosfera
Dopo i rinvii a causa del maltempo e a problemi tecnici, è infine partita questa mattina la missione della NASA Swift Boost. Si tratta di un progetto unico nel suo genere: si tratta di un tentativo di salvataggio del telescopio spaziale del Neil Gehrels Swift Observatory, che negli anni ha perso quota a causa dell’attrito con l’atmosfera e senza un intervento è destinato a distruggersi nell’atmosfera. La missione ha visto il lancio di una sonda robotizzata chiamata LINK e sviluppata dall’azienda aerospaziale statunitense Katalyst Space. La sonda si avvicinerà al telescopio spaziale, lo aggancerà e tramite i suoi propulsori cercherà di riportarlo su un’orbita ottimale. Il telescopio si trova ora dopo una serie di manovre ad un’orbita di circa 300 km di quota, altitudine che dovrebbe garantire le migliori possibilità di successo. Swift, in orbita dal 2004, operava a circa 600 km, ma ha iniziato a perdere quota più velocemente del previsto soprattutto a causa della recente attività solare.LINK è stato lanciato da un razzo Pegasus XL di Northrop Grumman, a sua volta partito in volo dallo Stargazer, un aereo Lockheed L-1011 appositamente modificato di Northrop Grumman e partito dalla base americana dell’atollo Kwajalein nel Pacifico. La NASA spiega che la manovra di avvicinamento e di aggancio dell’osservatorio spaziale sarà condotta in modo molto lento nel corso di all’incirca un mese. Durante la fase di approccio, LINK scatterà diverse immagini di Swift per consentire alla squadra di terra di analizzare i punti dove la sonda dovrebbe afferrare l’osservatorio con i suoi bracci robotici. Una volta confermata la presa, LINK comincerà a spingere delicatamente Swift verso l’alto, un’operazione che durerà alcuni mesi, fino a quando non sarà raggiunta l’orbita designata. A quel punto LINK si separerà dall’osservatorio.Neil Gehrels Swift Observatory monta tre strumenti principali, un telescopio sensibile ai raggi gamma, uno ai raggi X e infine uno alla luce ultravioletto. Nei suoi oltre vent’anni di attività, Swift ha contribuito soprattutto allo studio dei lampi di raggi gamma (gamma ray burst), rivoluzionandone l'osservazione grazie all’abilità di rilevare molto velocemente il verifcarsi di questi misteriosi fenomeni - che possono avere durata anche di pochi millisecondi - e di puntarsi nella direzione della sorgente.














