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Un satellite in orbita sta lentamente cadendo verso la Terra. Non è un satellite come tutti gli altri, ma un osservatorio spaziale grande più o meno quanto un furgone. Si chiama Swift e negli ultimi vent’anni ci ha permesso di studiare i lampi gamma, cioè le esplosioni più violente e potenti dell’Universo. Venerdì mattina un robot è partito dalla Terra per “salvarlo” e impedire che si polverizzi nell’atmosfera: è una missione mai tentata prima nella storia delle esplorazioni spaziali.

Il lancio è avvenuto alle 10:35 (ora italiana) da un atollo delle Isole Marshall nel Pacifico, o per meglio dire da un aeroplano che ha fatto da base di partenza per il razzo Pegasus XL sul quale era stato montato LINK, il satellite robot che dovrà soccorrere Swift. Nelle prossime settimane LINK si avvicinerà all’osservatorio della NASA per analizzarlo e, se tutto procederà come previsto, agganciarlo con le sue tre braccia robotiche per spingerlo poi in un’orbita più alta dell’attuale e consentirgli di proseguire le osservazioni.

L’idea non è molto diversa da quella delle macchine per pescare i peluche con un artiglio, ma in questo caso la sala giochi è nello Spazio a centinaia di chilometri di altitudine e con un gettone si potrà fare un solo tentativo. Il direttore della missione di Swift l’ha definita una missione «ad alto rischio e ad alta ricompensa». L’osservatorio è costato finora circa 500 milioni di dollari e la NASA attualmente non avrebbe risorse per progettarne un altro.