Oggi, 30 giugno 2026, la NASA lancia la missione per salvare il telescopio spaziale Swift dalla caduta sulla Terra: il veicolo robotico Link lo aggancerà per riportarlo su un’orbita più alta e stabile.
Il jet L–1011 Stargazer della Northrop Grumman che lancerà in volo Link, il veicolo per salvare il telescopio Swift dalla caduta sulla Terra– Credit: US Force
La NASA lancia oggi, 30 giugno 2026, la missione per salvare il telescopio spaziale Swift in caduta incontrollata sulla Terra. Il veicolo robotico Link, progettato da Katalyst Space Technologies per riportare il telescopio su un’orbita più alta e stabile, decollerà alle 6:17 EDT (le 12:17 italiane) dalla base aerea di Bucholz sull’atollo di Kwajalein, nelle Isole Marshall, agganciato a un jet L-1011 Stargazer della Northrop Grumman. Una volta raggiunta un’altitudine di circa 12.000 metri, verrà rilasciato in volo e il razzo Pegasus XL su cui è installato accenderà i suoi motori e lo porterà su un’orbita da cui potrà raggiungere Swift.
Se tutto andrà come previsto, sarà la prima volta che una missione riuscirà a riposizionare ed estendere la vita operativa di un telescopio non progettato per essere sottoposto a manutenzione in orbita. “Negli ultimi due decenni, Swift ha svolto un ruolo chiave nello studio del cosmo, osservando il cielo in un’ampia gamma di luce e individuando rapidamente le esplosioni di breve durata” ha affermato S. Bradley Cenko, responsabile scientifico di Swift. “Non vediamo l’ora di riprendere questo lavoro una volta completata la missione”. Il lancio di Link: le fasi della missione NASA per salvare il telescopio Swift Schema della missione Swift Boost: dal lancio del veicolo robotico Link a bordo del jet L–1011 Stargazer al rilascio in volo del razzo Pegasus Xl su cui è installato, che lo porterà su un’orbita da cui potrà raggiungere il telescopio Swift. Credit: Northrop Grumman Dal lancio di Link al riposizionamento in orbita del telescopio Swift, il profilo della missione NASA denominata Swift Boost prevedere una serie di fasi: dall’inserimento del veicolo in orbita alle manovre di avvicinamento, fino all’aggancio e al ritorno operativo dell’osservatorio.














