Dalla giustizia alla sanità, il raggiungimento degli obiettivi Pnrr è consistito in una corsa contro il tempo, fino all’ultimo istante. Per dire, dal 22 al 30 giugno il Tribunale di Venezia ha disposto che le cancellerie civili e gli uffici amministrativi lavorassero solo gli atti urgenti e in scadenza, in quanto tutti gli addetti erano «impegnati nelle attività relative allo smaltimento dell’arretrato nella pubblicazione delle sentenze». Ma è stato forsennato pure lo scatto finale riguardante il Fascicolo sanitario elettronico e le Case di comunità, e non solo per il completamenti dei lavori nelle strutture. Nella concitazione degli ultimi giorni, infatti, Azienda Zero ha formalizzato l’affidamento della campagna regionale di comunicazione a un’agenzia omonima di quella scelta da Palazzo Balbi, per cui è stato necessario annullare gli atti e rifare la procedura in tutta fretta.
IL SERVIZIO Finanziato con fondi Pnrr per la durata di 12 mesi e per l’importo di 130.000 euro (Iva esclusa), il servizio è stato affidato il 24 giugno «all’operatore economico Sintesi Comunicazione S.n.c.», con sede a Padova. Ma come risulta dall’istruttoria di Azienda Zero, «nelle more della stipula del contratto è tuttavia emerso» che quel fornitore «differiva dall'operatore economico individuato da Regione del Veneto» e cioè «Sintesi S.r.l.s.» di Catania, impresa che infatti aveva già presentato «proposte di concept creativo per la campagna da realizzare». Una volta accertato «l'errore materiale in cui è incorsa la stazione appaltante per omonimia», quest’ultima ha dovuto annullare d’ufficio tutti gli atti e disporre un nuovo affidamento diretto. Ormai la scadenza di fine mese era imminente, ma Azienda Zero ha precisato che «è possibile proseguire con le attività progettuali finanziate dal Pnrr e le connesse attività di rendicontazione anche nel secondo semestre del 2026, purché vi sia un'obbligazione giuridica (contratto, ordine, ecc.) sottoscritta entro il 30 giugno 2026». Lo stesso ente ha rimarcato che è possibile fare ricorso all’affidamento diretto «anche senza previa consultazione di più operatori economici, assicurando che siano scelti soggetti in possesso di documentate esperienze pregresse nell’oggetto contrattuale e pertanto idonei all’esecuzione delle prestazioni contrattuali». Senza scambi di impresa, ovviamente. Perciò il 29 giugno la siciliana Sintesi S.r.l.s. è stata invitata a presentare un’offerta «per l’importo stimato di € 135.000,00», cioè 5.000 in più della previsione precedente. La ditta catanese ne ha indicati 134.000, ritenuti congrui, per un conto comprensivo di Iva pari a 163.480 euro. I tempi erano così stretti che è stata decisa l’aggiudicazione con riserva, in attesa di completare le verifiche dei requisiti prescritti, «al fine di rispettare le stringenti scadenze imposte dalla succitata normativa europea e scongiurare il rischio della perdita di finanziamenti comunitari». I CITTADINI Dunque via libera alla campagna. L’importanza della comunicazione sulle Case di comunità è stata sottolineata ieri da Riccardo Szumski, capogruppo regionale di Resistere: «Una struttura sanitaria può essere perfettamente organizzata, ma se le persone non sanno che esiste, quali servizi offre, come vi si accede, quali sono gli orari, i recapiti e le modalità di presa in carico, rischia di rimanere una scatola vuota».














