I sindacati lo denunciavano da mesi e il giorno è arrivato. Ieri sono scaduti tutti i contratti di lavoratori e lavoratrici assunti a tempo determinato con i fondi del Pnrr. Tra loro ci sono i precari della giustizia. Si tratta di personale reclutato tra il 2022 e il 2024 per rafforzare gli uffici giudiziari di tutta Italia: circa 9 mila addetti nei tribunali, più altri 3 mila tra amministrativi e tecnici. «Alcuni si dovranno accontentare di far parte di una graduatoria sperando di essere chiamati un giorno da qualche amministrazione, altri resteranno appesi al filo di una ulteriore proroga di soli 3 mesi, i più “fortunati” saranno convocati nelle sedi distrettuali dove prenderanno servizio a seguito dell’esito della nuova procedura concorsuale cui hanno dovuto sottoporsi», ha scritto in una nota Giordana Pallone, segretaria nazionale Fp Cgil.

Secondo il sindacato, anche quest’ultima procedura è nel segno della precarietà: «Le graduatorie provvisorie sono uscite solo 4 giorni prima della scadenza del 30 giugno, con ritardi e modalità incomprensibili, tenendo in sospeso migliaia di lavoratrici e lavoratori che in poche ore dovranno ripensare la loro vita e spostarsi anche di centinaia di chilometri senza averne avuto un minimo preavviso». Per Fp Cgil, non basta la conversione dei contratti a tempo indeterminato per 9.368 lavoratori. Innanzitutto, perché rimangono esclusi i circa 1.500 restanti.