«I treni italiani sono i più efficienti d’Europa», rivendica il ministro. La replica del Pd: «Allora perché caccia Donnarumma?». Sul bilancio del suo operato pesa il disastro del ponte sullo Stretto. E così aumenta pure il pressing degli uomini di Luca Zaia Il caso delle Ferrovie dello Stato è solo l’ultima tegola per Matteo Salvini, arrivata dopo il flop del ponte sullo Stretto. Le dimissioni dell’amministratore delegato, Stefano Donnarumma, che arriveranno nelle prossime settimane, hanno rimesso nel turbinio delle polemiche il ministro dei Trasporti. E ci sono altri temi che restano sospesi, come le concessioni balneari che non vanno nella direzione promessa dalla Lega. Per il segretario leghista è già un’estate da incubo, seconda solo a quella fStefano IannacconeGiornalista di Domani, è nato ad Avellino, nel 1981. Oggi vive a Roma. Ha collaborato con Huffington Post, La Notizia, Panorama e Tpi. Si occupa di politica e attualità. Ha scritto cinque libri, l'ultimo è il romanzo Piovono Bombe.
Ferrovie, ponte, nordisti e sondaggi: l’estate pericolosa (e triste) di Salvini
«I treni italiani sono i più efficienti d’Europa», rivendica il ministro. La replica del Pd: «Allora perché caccia Donnarumma?». Sul bilancio del suo operato pesa il disastro del ponte sullo Stretto. E così aumenta pure il pressing degli uomini di Luca Zaia












