Alla Camera Matteo Salvini rivendica il miglioramento degli indicatori di puntualità e assicura continuità in Ferrovie dello Stato dopo le dimissioni di Stefano Donnarumma. Dalle opposizioni arriva però una dura replica: Pd e Italia Viva parlano di un servizio sempre più in difficoltà.

Nel corso del question time alla Camera, Matteo Salvini ha difeso la gestione dei trasporti mostrando dati in crescita sulla puntualità e precisando che la regolarità del servizio "non dipende direttamente dall'azione del dicastero". Nel suo intervento ha ricordato che i ritardi non erano responsabilità dei ministri che lo hanno preceduto e che, allo stesso modo, gli attuali risultati non possono essere considerati un merito personale. Contestualmente ha spiegato che il consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato starebbe predisponendo le procedure necessarie per garantire la continuità gestionale dopo le dimissioni dell'amministratore delegato Stefano Donnarumma, attraverso una soluzione interna.

I dati illustrati da Salvini Salvini ha quindi illustrato i numeri raccolti dal ministero sull'andamento del servizio ferroviario. Secondo quanto riferito, la puntualità dell'Alta Velocità è passata dal 68% del 2018 al 77%, mentre gli Intercity sono saliti dal 77% all'86% e i regionali dall'86% al 90%. Per quanto riguarda i ritardi medi registrati nel 2026, il ministro ha parlato di 9,57 minuti per i treni dell'Alta Velocità, 8,07 minuti per gli Intercity e 2,24 minuti per il trasporto regionale. Una parte dei ritardi, ha aggiunto, sarebbe poi colpa di cause esterne come "furti di rame, danneggiamenti alla rete e fenomeni meteorologici eccezionali". Salvini ha poi rivendicato gli investimenti sulla rete ferroviaria, l'aumento dei cantieri e i risultati ottenuti sul fronte della sicurezza e della velocizzazione dei rimborsi ai passeggeri. Il Pd: "Altro che efficienza, nel 2026 oltre sette anni di ritardi" In Aula il deputato del Partito democratico Anthony Barbagallo ha contestato i numeri presentati dal ministro, sostenendo che non rappresentino il quadro reale vissuto ogni giorno dai viaggiatori. Secondo il Pd, nei primi sei mesi del 2026 i ritardi accumulati dai treni italiani superano complessivamente i sette anni e mezzo. Per Barbagallo il sistema ferroviario sta attraversando la fase più critica della legislatura e il peggioramento sarebbe il risultato di carenze nella programmazione, nel coordinamento e nell'informazione agli utenti.