Da Laura Ravetto, ex leghista ora passata in quota vannacciani, a Maria Elena Boschi, passando per i deputati di Partito democratico e Movimento 5 stelle, Anthony Emanuele Barbagallo, Andrea Quartini e Antonino Iaria. Per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, interrogato al question time alla Camera, arriva una pioggia di domande sul caos treni. Tra ritardi e lavori sulla linea Milano-Roma che, di fatto, spaccano l’Italia in due con maggiori tempi di viaggio anche di due ore, denunciano i parlamentari, ormai “la puntualità di un treno non è più un diritto ma un terno al lotto”.

Alle accuse, Salvini risponde con i dati che ha, in loop. “Sulla puntualità, nell’ultimo triennio, 2024-2026, la puntualità è passata dal 74 al 77,7% sull’Alta velocità, dall’82 all’86% sugli Intercity e dall’88,9 al 90,6% per i regionali, che ricordo trasportano più dell’80% dei passeggeri”, assicura. E scarica la “colpa” su “fattori esterni“: “Il 24% è riconducibile a danneggiamenti, furti o condizioni meteorologiche eccezionali”. Rispondendo a Maria Elena Boschi, Salvini scatta e, anche in questo caso, parlando dei lavori sul nodo fiorentino dove è in rifacimento un ponte, scarica sul capoluogo toscano: “I lavori a Firenze sono stati concordati con il Comune di Firenze, quindi se ha qualche problema chiami i suoi compagni di partito al Comune di Firenze e mettetevi d’accordo telefonicamente”. Dati che secondo l’esponente di Iv sono “credibili quanto le sue previsioni calcistiche”.