Sull’incredibile situazione quotidiana delle ferrovie italiane, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il Pd hanno qualcosa di più che un dissenso. La realtà è che raccontano due paesi diversi. I capigruppo dem Chiara Braga e Francesco Boccia e il capodelegazione a Bruxelles Nicola Zingaretti esplodono una dichiarazione congiunta durissima contro «ritardi, guasti, cancellazioni e un caos informativo ormai quotidiano» che «stanno rubando tempo e vita a milioni di cittadini e lavoratori». «L’Italia sta vivendo un’estate d’inferno sulle ferrovie», denunciano, «e il governo Meloni continua a voltarsi dall’altra parte. Solo nei primi sei mesi dell’anno abbiamo calcolato l’equivalente di sette anni e mezzo di vita persi sui treni».

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La prossima settimana, dal 5 al 10 luglio, si annunciano altri giorni a rischio caos e paralisi: «Il paese sarà di fatto tagliato in due per i lavori sul nodo di Firenze, con percorrenze che si allungheranno fino a due ore e mezza. Il governo sa benissimo quanto sia grave la situazione tanto da rinviare i lavori parlamentari. Ma invece di affrontare l’emergenza e pretendere un piano all’altezza, continua a occuparsi soltanto della spartizione delle poltrone ai vertici del Gruppo Fs. È il fallimento di Meloni e Salvini: un paese bloccato mentre loro pensano solo al potere. Contano più la legge elettorale e le nomine che i diritti di chi ogni giorno prende un treno per andare a lavorare, studiare o curarsi».