Trasporti 02 luglio 2026 I treni nazionali e locali non in orario hanno registrato aumenti record, mentre c’è qualche segnale positivo su quelli internazionali ANSA Da quando Matteo Salvini è ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti i treni regionali e nazionali in ritardo hanno raggiunto i numeri più alti mai registrati negli ultimi quindici anni, da quando sono disponibili i dati più aggiornati. La situazione sembra invece migliore per quanto riguarda i treni internazionali, che dopo un aumento dei ritardi nel 2023 stanno registrando un netto calo, così come è in diminuzione il dato delle cancellazioni.
Questo è quanto emerge dall’analisi di Pagella Politica delle “Relazioni sulla qualità del servizio” [1] pubblicate ogni anno da Trenitalia tra il 2010 e il 2025, l’anno più recente per cui sono disponibili. Sebbene siano a volte lacunose e poco dettagliate, queste relazioni contengono una serie di informazioni sul numero di treni in ritardo, sul tempo medio di ritardo accumulato dai diversi convogli e su quelli soppressi.
Negli ultimi mesi i disservizi sulla rete ferroviaria sono stati numerosi, e proprio alla fine di giugno Stefano Donnarumma, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato – l’azienda che gestisce il trasporto su rotaia in Italia –, si è dimesso dal suo incarico con un anno di anticipo rispetto alla normale scadenza. Mercoledì 1° luglio alla stazione di Roma Tiburtina si è verificato un guasto che ha comportato ritardi di 200 minuti per alcuni treni. Qualche giorno prima c’erano ritardi di oltre due ore sulla linea adriatica e su quella che collega Firenze e Bologna. E a metà giugno un danno alla linea elettrica ha comportato altri disagi per i viaggiatori, con ritardi e cancellazioni.











