«Militarizzare le stazioni»: alle prese con l’assedio interno il segretario leghista Matteo Salvini si è affidato all’usato sicuro, l’emergenza securitaria è buona per ogni stagione. Ieri il vicepremier e ministro dei Trasporti ha snocciolato alcuni dati riguardanti gli episodi di criminalità negli scali ferroviari dopo il vertice che ha tenuto con l’ad di Ferrovie, Stefano Donnarumma.

«Meno 47% di aggressioni al personale, -46% di furti nelle stazioni, anche grazie alle 1348 unità di Fs Security fortemente volute dal ministro Salvini» ha vergato in una nota. Il vertice a dire il vero nasceva dall’ennesima settimana di ritardi sulle linee, per cui il leghista aveva minacciato i vertici e chiesto un dossier sui rallentamenti, ma poco importa. E anche davanti alle statistiche negative ha rincarato: «Numeri incoraggianti, ma che possono e devono ancora migliorare. Salvini è al lavoro per militarizzare e liberare le principali stazioni, portando l’organico di Fs Security a 1700 unità e aumentando il numero di donne e uomini in divisa». Il motivo sarebbe la «troppa gentaglia in giro».

La battaglia per la sicurezza mostra il volto “da Viminale” di Salvini, il cui ritorno all’Interno non è però in discussione. Era una delle provocazioni lanciategli durante l’ultimo Consiglio federale del partito, quello che ha certificato le fratture nel partito tra progetto nazionale e istanze nordiste. Salvini ieri ha contestualmente annullato il ritiro dei parlamentari a Mogliano Veneto, provincia di Treviso, inizialmente programmato per il 4 e 5 luglio. La base veneta del partito stava preparando contestazioni per l’arrivo dell’indigesto segretario.