Nelle città italiane le mappe della mortalità dopo le ondate di calore mostrano numeri in aumento nei quartieri poveri e una riduzione in quelli dove si possiedono aria condizionata, terrazzi e giardini. Possibile che non diventi una delle questioni al centro della prossima campagna elettorale?A Parigi o Bordeaux si poteva fare qualcosa di più e di meglio per preparare la città e i suoi abitanti a temperature di oltre 40 gradi? Quando sarà terminata la conta dei morti e dei problemi nella gestione dei pronto soccorso, per le conseguenze dell’ultima terribile ondata di calore, rispondere a questa domanda diventerà ineludibile. Ed è lo stesso interrogativo che da tempo ci si pone a New York, come a Singapore o Londra e in ogni parte del mondo. Perché le città sono oggi il principale palEdoardo ZanchiniEcologistaDirettore dell'ufficio clima del Comune di Roma. È stato vicepresidente di Legambiente dal 2011 al 2022 e membro del board di Transport & Environment e di Renewables Grid Initiative. Dopo la laurea in architettura e il dottorato di ricerca in pianificazione urbana ha insegnato nelle Università di Roma, Ferrara e Pescara.