Roma, 27 giu. (askanews) – L’Ucraina intensifica la strategia volta a isolare la Crimea dalla Russia, colpendo le infrastrutture logistiche ed energetiche della penisola occupata da Mosca dal 2014. Il governatore della Crimea, Sergey Aksyonov, ha dichiarato che nella penisola e a Sebastopoli è stato introdotto lo stato di emergenza regionale per far fronte ai problemi economici. In questo quadro, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato l’avvio di una operazione di 40 giorni volta a costringere la Russia a sospendere l’attività bellica.
Le autorità della Crimea hanno adottato una serie di misure straordinarie dopo il recente attacco con droni nell’area di Kerch, che secondo il bilancio ufficiale ha provocato quattro morti e ventotto feriti. Oltre al razionamento del carburante, in seguito agli attacchi ucraini contro la rete elettrica in Crimea e a Sebastopoli è stata dichiarato lo stato di emergenza, con l’imposizione di restrizioni ai consumi energetici. L’amministrazione locale ha decretato la sospensione della vendita di carburante presso le stazioni di servizio ai privati e alle imprese, indipendentemente dalla modalità di pagamento, compresi i buoni carburante. Le forniture sono riservate esclusivamente agli enti pubblici e ai servizi governativi, mentre i media ucraini segnalano lunghe code di macchine che cercano di fuggire dalla penisola affacciata sul Mar Nero. A testimonianza della gravità della situazione, il Cremlino ha deciso di sospendere fino al 1° settembre i campi estivi per bambini, compreso il celebre campo “Artek”, e le attività turistiche, citando ragioni di sicurezza pubblica.












