La storica città di Sebastopoli, sede della flotta russa del Mar Nero, è rimasta al buio dopo essere stata presa di mira da un massiccio attacco di droni ucraini sulla Crimea, con le forze di Kiev che cercano di mettere in ginocchio e isolare dal resto della Russia la penisola annessa nel 2014. Altri black-out, che il gestore Krymenergo ha spiegato come guasti alla rete, sono stati segnalati nelle città di Simferopoli, Alushta, Yalta e altri quattro distretti urbani.

La Crimea è stata bersagliata dai droni ucraini con particolare intensità in queste ultime settimane, che hanno visto attacchi diffusi sulle principali raffinerie di diverse regioni del Paese. Il risultato è una crisi dei carburanti di portata nazionale che ha costretto le autorità a imporre restrizioni agli acquisti in almeno 20 regioni, mentre nelle penisola sul Mar Nero tutte le vendite ai privati di benzina e diesel sono state vietate.

Gli attacchi stanno inoltre causando seri danni all'industria turistica in Crimea, una delle principali mete dei vacanzieri russi in questa stagione, e il governo locale ha anche chiuso le storiche colonie estive per bambini, in funzione fin dai tempi dell'Unione Sovietica.

Il governatore di Sebastopoli, Mikhail Razvozhaev, ha detto che due persone sono rimaste ferite nei bombardamenti, che hanno provocato sei incendi e danni ad edifici residenziali. Diverse linee del tram hanno sospeso il servizio. Il governatore ha invitato i cittadini a mantenere la calma, risparmiare le batterie dei cellulari per eventuali chiamate d'emergenza e a non sovraccaricare la rete quando tornerà l'elettricità. Ma, soprattutto, ha avvertito che altri attacchi nemici sono attesi in futuro.