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Gli attacchi ucraini con droni stanno rendendo molto complicata la vita in Crimea, la penisola sul mar Nero occupata dalla Russia dal 2014. Da giugno l’esercito ucraino colpisce con frequenza giornaliera la rete elettrica e le vie di rifornimento verso la Crimea, in risposta ad attacchi simili sul suo territorio da parte dei russi, che in questi anni hanno lasciato spesso la popolazione delle grandi città senza luce e riscaldamento in inverno. In Crimea da tempo il carburante è estremamente difficile da trovare, e nelle ultime settimane si sono aggiunti blackout generalizzati, che in alcune zone durano anche molte ore. L’assenza di corrente ha messo in crisi anche le pompe che alimentano la rete idrica, con interruzioni prolungate dell’acqua corrente nelle case.
I due milioni e mezzo di abitanti della Crimea hanno visto prima scomparire i turisti, un’importante fonte di reddito, e ora devono confrontarsi con l’interruzione dei servizi di base e con la scarsità di alcuni beni di consumo: i negozi sono riforniti con meno frequenza.
La Russia ufficialmente non riconosce i problemi. I telegiornali russi non ne parlano, o lo fanno molto saltuariamente, le autorità locali vi fanno riferimento come a una «situazione temporanea» che però si prolunga da settimane. La repressione non permette proteste, ma gli abitanti sempre più spesso denunciano blackout e interruzioni dei servizi sui canali ufficiali delle amministrazioni locali.






