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Gli attacchi con droni dell’Ucraina alle linee di approvvigionamento della Crimea stanno provocando una grave carenza di carburante: questo ha messo in imbarazzo le autorità russe, ha fatto crollare la stagione turistica e ha mostrato la vulnerabilità della Russia davanti alle nuove tattiche di combattimento dell’Ucraina.

La Crimea è una penisola ucraina occupata illegalmente dalla Russia nel 2014 dopo la cosiddetta rivoluzione di Maidan, quando la popolazione ucraina cacciò il presidente filorusso e corrotto Viktor Yanukovich con la richiesta di avvicinarsi all’Europa. Per i primi anni i collegamenti principali tra Russia e Crimea avvenivano via mare, o tramite il ponte di Kerch, a est, costruito nel 2018.

Poi nel 2022, con l’invasione dell’Ucraina su larga scala, la Russia ha conquistato tutta la fascia di territorio ucraino a nord della Crimea e ha cominciato a sfruttarlo per i collegamenti tra la Russia e la penisola, in particolare tramite l’autostrada R-280, chiamata “Novorossiya”, nuova Russia.

Fin dall’inizio della guerra gli ucraini hanno tentato di colpire le linee di rifornimento verso la Crimea, che di fatto dipende dalla Russia per quasi tutto. Inizialmente si erano concentrati sul ponte di Kerch, con attacchi con droni e anche con qualche attentato esplosivo. Non sono mai riusciti a distruggerlo, ma la Russia ha smesso di usarlo per trasportare carburante, per timore di nuovi attacchi.