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Tutti i giorni i droni ucraini martellano la penisola, devastando la sua rete logistica. La situazione è talmente grave che, dopo le restrizioni ai carburanti, le autorità locali hanno disposto la chiusura di tutti i campi estivi, tra cui l'iconico Artek. Mosca sempre più in difficoltà

Fino a qualche tempo fa, il controllo russo sulla Crimea – la penisola illegalmente annessa da Mosca nel 2014 – era considerato uno dei pochi dati acquisiti nel bilancio sull’andamento della guerra russo-ucraina. Oggi, alla luce dell’assedio tecnologico e logistico lanciato dall’esercito ucraino negli ultimi mesi, questa valutazione non è più scontata. Attacchi quasi quotidiani alla rete logistica della penisola stanno minando non solo il suo ruolo di perno strategico della proiezione militare russa, ma anche il valore simbolico di quella che, da dodici anni, il Cremlino descrive come una “riunificazione”.